Partito della Rifondazione Comunista di Napoli
Lettera a Napolitano dai lavoratori delle fabbriche della Meltem di Arzano del gruppo Ipm, la Birra Peroni di Miano, la Icmi di San Giovanni a Teduccio, nell’area orientale di Napoli, la Cablauto di Mariglianella, la Bitron di Morra de Santis in provincia di Avellino, la Scai Sud di Oliveto Citra in provincia di Salerno e tante altre.
Segnala presso:“…Ma non era un satrapo inteso unicamente ai bagordi, come molti lo dipingevano. Nella vita privata si conduceva anzi da buon padre di famiglia, e di una famiglia che da sola bastava a dargli parecchio da fare… Più largo che lungo … scrisse una visitatrice svedese. …mescolava alla padronale imperiosità una certa bonomia e anche un rozzo umorismo, che si sfogava in lazzi e nomignoli dialettali…ma negli ultimi tempi era cambiato, e la voce popolare ne faceva risalire la causa a un trauma… mentre passava in rivista la truppa, un soldato uscì dai ranghi e gli vibrò una baionettata… l’episodio lo aveva scosso, sebbene l’inchiesta appurasse ch’era dovuto soltanto al ghiribizzo dell’attentatore… Da allora si era fatto più inquieto, cupo e sospettoso, e soprattutto crebbe, sino a diventare mania, la sua superstizione.”
Indro Montanelli - L’Italia del Risorgimento - Cap XXXVIII
Segnala presso:Inconfondibile il nostro compagno Mullah
Attivo provinciale Giovani Comunisti – Federazione di Napoli
14/10/2009 (aggiornato al 19/10/2009)
manifestazione dei metalmeccanici, partenza da piazza mancini alle 9
TUTE BLU, VENERDI LA GRANDE MOBILITAZIONE
Corteo della Fiom «contro licenziamenti, accordi separati e le scelte del governo». Segnala presso:Oggi 6 Ottobre 2009 uno studente della scuola superiore “Margherita Di Savoia” di Napoli ha subito una barbara aggressione da parte del gruppo neo-fascista “Casa Pound”. Francesco Traietta, aggredito appena fuori la scuola, ha riportato la frattura di una costola.
Casa Pound dimostra ancora una volta la propria natura violenta e fascista di fronte alla quale nessuna tolleranza è più possibile.
il 3 OTTOBRE alle ore 16.00 a Roma, piazza del Popolo, si terrà una grande manifestazione per la libertà di stampa, a cui Rifondazione Comunista ha dato la propria adesione.
Vi invitiamo a partecipare numerosi portando le bandiere del partito e della pace.
L’appuntamento è in piazza del Popolo alle ore 16.00, il contramento è presso il Gazebo del Partito e della Federazione, dove sarà allestito lo striscione “Noi il bavaglio non lo vogliamo. Da nessuno!”.
Segnala presso:Ne discutiamo con
Nello Trocchia - Giornalista, autore del libro FEDERALISMO CRIMINALE
Tommaso Sodano - Consigliere provinciale PRC
Circolo PRC Rosa Luxemburg di Arzano, Via Luigi Rocco n. 5
Segnala presso:Car@ Compagn@,
il blog del circolo di San Sebastiano al Vesuvio si è trasferito a questo link. Venite a trovarci presto!
Il circolo PRC-SE "Vera Lombardi" di San Sebastiano al Vesuvio
Giovani Comunisti/e San Sebastiano al vesuvio
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";} Gentile Presidente,
le chiedo di leggere queste poche righe perché, pur essendo impossibilitato a partecipare, vorrei che la nostra voce fosse presente nell’importante celebrazione di stasera. Le recenti vicende politiche ci vedono protagonisti di una scelta di rottura con l’attuale Maggioranza che amministra questo Comune. La scelta di oggi non può però gettare via le decisioni importanti che insieme in questi anni abbiamo contribuito a realizzare. L’asilo, tra le mille difficoltà, come tutti possono riconoscere, ha rappresentato per noi una priorità. La sua importanza non riguarda soltanto la capacità di offrire un servizio importante al territorio, ma la capacità di saperlo fare con professionalità e umanità. A queste donne vengono affidati i nostri beni più preziosi, i nostri figli, in tenerissima età, a loro spetta insegnare a farli muovere i primi passi, e, per fare questo, non basta lo studio, ma c’è bisogno di una grande umanità. Queste doti erano presenti nelle due donne che stasera celebriamo: Rita Allamprese che ha diretto questo asilo con passione, come se fosse la propria famiglia, e Mariarosaria Mendozza che con la sua cura quotidiana ha saputo arricchire questo Asilo di quanto nessuna buona amministrazione potrebbe fare, e cioè la passione per i bambini e per il proprio lavoro, la volontà di essere sul proprio posto di lavoro sempre, malgrado le difficoltà e malgrado gli ultimi violenti colpi della sua malattia. Questi per noi rappresentano gli eroi. Noi crediamo che per rendere la nostra società migliore non servano uomini eccezionali, ma donne e uomini straordinari per la loro passione civica, che ogni giorno sappiamo porsi al servizio del cittadino e dello stato con un sorriso sulle labbra e uno sguardo gentile. A questi eroi oggi noi intitoliamo queste due stanze del nostro asilo, sapere che in questo percorso abbiamo messo più di una pietra, ci rende soddisfatti del nostro lavoro.
Eugenio Giordano
Al Sindaco di San Sebastiano al Vesuvio
E p.c.
Agli Assessori della Giunta comunale di San Sebastiano al Vesuvio
Ai Capigruppo consiliari di San Sebastiano al Vesuvio
Al Segretario dei Socialisti di San Sebastiano al Vesuvio
Al Coordinatore del Partito democratico di San Sebastiano al Vesuvio
Al Presidente del Consiglio comunale di San Sebastiano al Vesuvio
Lo spirito che ha animato in questi anni la nostra partecipazione al percorso politico-istituzionale di San Sebastiano si è esaurito.
A seguito degli ultimi incontri dobbiamo infatti prendere atto che le condizioni che hanno prodotto la fruttuosa collaborazione di questi anni non sussistono più.
Abbiamo lavorato affinché il dialogo istituzionale riempisse spazi di comunicazione democratica assenti per tradizione dalla nostra comunità, constatiamo invece che, come dimostrano i numerosi tentativi falliti di convocare un tavolo politico, a San Sebastiano non ci sono i margini per una progettazione politica programmata e concertata, finalizzata a dare una proposta di sviluppo lineare e non un intervento estemporaneo legato alle opportunità del momento.
La gestione accentrata della politica del territorio non solo non ha consentito di ampliare la partecipazione politica nelle scelte, ma ha consentito il permanere di un malcostume diffuso legato ad una gestione personale della cosa pubblica, basata su logiche di affiliazione e di scelte non comunicate.
Abbiamo lavorato in questi anni cercando di rompere questi meccanismi che non solo causano una disfunzione della macchina amministrativa, ma producono dei notevoli sperperi del denaro pubblico.
Dobbiamo prendere atto che questi meccanismi sono insuperabili. Le logiche di una cattiva politica sono più forti delle necessità di superare le difficoltà economiche in cui versa il nostro comune.
Abbiamo lavorato, con onestà, ad un processo di moralizzazione della macchina amministrativa, per molta parte, fin dove abbiamo potuto abbiamo cercato di scardinare questi meccanismi, ma l’attesa di 2 anni per la richiesta di un muto a cofinanziamento dei lavori pubblici, per dare attuazione ai progetti di messa in sicurezza delle scuole, di oltre 6 mesi per la firma di una convenzione per l’affidamento di strutture pubbliche, l’attesa di 2 mesi per una spiegazione delle motivazioni che vedono una palestra appena consegnata non agibile, la constatazione di una costante disattenzione nell’applicazione dei deliberati di giunta, rendono vano qualsiasi ulteriore lavoro di intervento teso al miglioramento della macchina comunale.
A questo aspetto che rappresenta una parte sostanziale delle motivazioni che intralciano il nostro lavoro al Comune si aggiunge l’impossibilità di avere una seria interlocuzione politica con le forze di maggioranza.
Abbiamo assistito ad una costante delegittimazione di ogni decisione e discussione presa al tavolo politico, abbiamo tentato in questi anni di concertare scelte collegiali, il risultato è sempre stato prima ancora che politicamente, umanamente, deprimente.
Ci abbiamo provato. Questo è testimoniato dalle tracce che in questi anni abbiamo lasciato con il nostro lavoro, e ci abbiamo provato anche in questi ultimi giorni quando abbiamo chiesto che il nuovo bilancio si facesse carico di una proposta politica convincente, di svolta, e che prendesse atto della fase difficile che attraversa il nostro paese. Perciò abbiamo chiesto di dare una formazione qualificata a 20 giovani, non come forma di sussidio sociale, ma offrendo loro serie prospettive per il futuro. Abbiamo chiesto di capire i termini della gestione dei rifiuti, che in questi ultimi tempi ha registrato un allentamento che va seriamente monitorato, abbiamo chiesto un rilancio delle politiche culturali, intese come autentica e unica soluzione all’illegalità e al degrado. Per tutte queste richieste abbiamo esibito proposte e mobilitato le nostre risorse istituzionali e intellettuali per dar loro effettiva realizzabilità, ben oltre utopie e romanticismi. C’è stata invece una chiara volontà politica di non osare nelle politiche di intervento e di programmazione.
Tutto ciò considerato in nome e per conto del Circolo “V. Lombardi” - Partito della Rifondazione Comunista di San Sebastiano al Vesuvio in qualità di Segretario politico, sciolgo la riserva annunciando il nostro voto contrario al Bilancio di previsione 2009, il ritiro dell’Assessore dalla Giunta e la conseguente nostra ricollocazione all’Opposizione in Consiglio comunale.
Distinti saluti.
San Sebastiano al Vesuvio, venerdì 13 febbraio 2009.
Consiglio Comunale Monotematico
San Sebastiano al Vesuvio
28 gennaio 2009
La scuola rappresenta l’anima laica della società. A scuola si impara a porsi le domande giuste, a trovare come rispondervi, a misurarsi con le responsabilità e le prove della vita adulta, come in una terra di mezzo in bilico tra tutela e autonomia.
Dove i concetti e i valori della partecipazione civile e democratica possono uscire dalle affermazioni astratte e farsi comportamenti concreti.
È assolutamente evidente che nella scuola italiana e non diversamente nelle scuole del nostro territorio, c’è una grande presenza di energie professionali positive: che si manifestano in una crescente capacità di lettura dei bisogni formativi dei giovani e anche del mondo adulto, in un diffuso impegno nell’innovazione, in una significativa disponibilità alla ricerca didattica sul campo e a pratiche di sperimentazione. E in una sensibilità preziosa – spesso più acuta e reattiva di quella di altre strutture e servizi pubblici – nei confronti di fenomeni complessi, come l’immigrazione e l’ingresso dei figli degli immigrati nelle nostre strutture formative, nella nostra cultura, nella nostra vita sociale, o come l’integrazione, nella scuola di tutti, dei ragazzi diversamente abili.
L’attenzione che anche un’Amministrazione locale deve dedicare alle scuole deve dunque rappresentar una priorità, non solo perché al processo formativo è affidato lo sviluppo futuro di una società, ma anche perché se l’Italia intende qualificare la propria presenza sullo scenario internazionale deve investire sulla formazione di ogni ordine e grado. Il ruolo della scuola non riguarda solo la trasmissione del sapere, essenziale alla cittadinanza attiva e la formazione delle competenze culturali e professionali necessarie all’inserimento nel mondo del lavoro. La scuola non è solo il più importante degli strumenti di riproduzione e di sviluppo della comunità nazionale, è o può essere essa stessa un contesto comunitario e identitario per i milioni di persone giovani ed adulte che vi operano e che la vivono direttamente. Una comunità in cui si realizzano percorsi di crescita culturale ed umana, prove concrete di solidarietà e di coesione sociale, esperienze di inclusione ed integrazione di alto valore civile ed etico.
Purtroppo però mentre il neoeletto presidente degli Stati Uniti ha presentato il più ambizioso programma di edilizia scolastica mai realizzato in America, e difeso una strategia di incentivi a studenti, insegnanti e ricerca, i recenti indirizzi del Governo Berlusconi in materia di politiche educative e scolastiche mostrano di voler riformare l’Istruzione in nome del risparmio, ponendo altrove le proprie priorità.
Ma veniamo ora alle questioni di casa nostra.
Un anno fa ero chiamata a conferire, sempre in Consiglio comunale, sulle progettazioni, allora erano solo progetti, dopo un anno sono contenta di poter dire che buona parte di quelle progettualità hanno trovato realizzazione. Su questo ritornerò più avanti, ma per ora mi sembra prioritario ribadire che quanto è stato fatto è solo l’inizio di un percorso di collaborazione che manca ancora di una giusta capacità di comunicazione, nonché la volontà di osare ancora, come amministrazione e come istituzioni scolastiche, per pensare di qualificare la nostra realtà come la città dei bambini e dei ragazzi.
Articolerò la mia relazione in tre brevi parti:
- in primo luogo mi soffermerò sui progetti effettivamente realizzati in questo anno;
- in secondo luogo cercherò di lasciare emergere dei punti di criticità che ancora restano e che devono entro i prossimi mesi trovare risposte certe;
- in terzo luogo proverò, sebbene sommariamente, a presentare la progettualità a cui intendo lavorare nel prossimo anno
Innanzitutto le progettualità.
Asilo Nido
A partire dal 2007 l’Asilo Nido, grazie al nostro impegno, è riuscito a usufruire dei finanziamenti delle sezioni primavera
Il finanziamento ottenuto per l’anno 2007-2008 ha messo il nostro Comune in condizione di offrire all’utenza territoriale un servizio particolarmente ricco e all’avanguardia rispetto alle realtà territoriali limitrofe, riferendosi in particolare ad una fascia di età di grande importanza, perché di trapasso tra l’esperienza del gioco e le prime forme di educazione.
La nostra proposta per le sezioni primavera ha innanzitutto posto al centro del processo educativo i bambini e le bambine tra i 24 e i 36 mesi, muovendo dal ricorso a giochi ambientati, dando vita a laboratori di pittura, animazione, manipolazione e lingua.
Il progetto è partito a febbraio e ha visto la partecipazione di 28 bambini e bambine.
Attraverso il gioco si è lavorato al potenziamento delle risorse e delle competenze creative e logiche.
La realizzazione delle aree giochi, rafforzate dalla presenza di altre operatrici d’infanzia assunte attraverso una selezione effettuata secondo i criteri della trasparenza (per mezzo di bando pubblico e valutazione per titoli e colloqui), ha messo il personale offerto dall’Asilo di animare con ulteriori elementi innovativi la propria attenzione e cura verso i bambini.
L’apposito spazio giochi è stato attrezzato per offrire ai bambini momenti di gioco ambientati in laboratori che hanno riproposto le esperienze più significative realizzate negli asili nido: pittura, animazione e manipolazione, ma ad un livello di apprendimento più evoluto.
La realizzazione dei Laboratori gestiti da associazioni di giovani, selezionate in seguito a regolare avviso pubblico, ha inoltre arricchito la nostra utenza di ulteriori insegnanti che hanno stimolato la creatività e la disponibilità all’apprendimento dei bambini, approdando alla produzione di materiale e soprattutto entusiasmando i bambini.
Valutazione
Dalla valutazione compiuta attraverso un incontro di customer satisfation con i genitori è emerso quanto segue:
-i bambini hanno frequentato con più piacere la scuola
-si è ridotto la normale defezione lungo il corso dell’anno
-i bambini hanno mostrato una maggiore capacità di reagire e rispondere agli stimoli ambientali e hanno innalzato la soglia di socializzazione
Particolare successo c’è stato poi rispetto all’avvio del laboratorio linguistico: “Step by step into English! ”
I bambini, ogni settimana, hanno dedicato una mattinata alla familiarizzazione con la lingua inglese. Alla fine del progetto i bambini erano in grado di comprendere mini-conversazione e capire piccole indicazioni (sedersi, alzarsi ecc.) in lingua Inglese, acquisendo il maggior numero di vocaboli possibili, giocando e, soprattutto, divertendosi.
Anche per il febbraio 2009 partiranno i nuovi laboratori, ridotti sulla base dell’esperienza dello scorso anno a quello di inglese e di psicomotricità. Dato il successo, il laboratorio di psicomotricità sarà ulteriormente integrato per consentire una maggiore monitoraggio dei bambini.
Riteniamo particolarmente importante la capacità di offrire continuità a questi progetti perché così si garantisce uno standard di qualità costante che aumenta anche la qualità delle metodologie.
Quest’anno in sostituzione degli altri laboratori si è preferito invece introdurre uno sportello di Ascolto psicologico, che partirà a febbraio e che consentirà ai genitori di consultarsi con uno psicologo due volte al mese, al quale rivolgersi per eventuali problemi di primo livello.
L’Asilo Nido rappresenta un valore aggiunto del nostro comune, che non sempre abbiamo saputo valorizzare e apprezzare. Negli ultimi anni siamo riusciti, grazie anche al piccolo contributo delle sezioni primavera di limitare di oltre il 10% la spesa per il servizio. Il mio intento è ora, attraverso una politica consortile, di rendere il nostro Asilo patrimonio anche dei comuni vicini, chiedendo loro un impegno al mantenimento e all’impletamento della struttura.
Grazie ad un lavoro volontario di alcuni medici coordinati dal Dott. Rivellini, nostro consigliere, abbiamo poi realizzato un AMBULATORIO MEDICO in cui si sono alternati un oculista, un dietologo, un ematologo e un chirurgo infantile, elaborando delle schede personali dei ragazzi visitati, in vista della prevenzione dei maggiori rischi. Su questo inviterei il dottor Rivellini a darci poi ulteriori informazioni.
Questo progetto, che speriamo possa ripartire anche quest’anno, registrando anche la disponibilità del consigliere Montanaro, ha riguardato le classi non oggetto di visita dall’ASL, ma che consideriamo importanti monitorare, ai fini della prevenzione di patologie curabili in giovane età.
In quest’ottica della prevenzione presso l’Asilo Nido abbiamo invitato anche alcuni medici che, sempre su base volontaria, hanno realizzato incontri-formazione su corretta alimentazione e sui rischi da ingestione di corpi estranei.
Per la Scuola per l’infanzia il discorso si fa complicato. Se prima citavo le alte competenze dei nostri educatori, non posso tacere le eccellenze che registriamo in questa sezione della formazione. Sebbene in questo ambito l’Assessorato non sia intervenuto se non attraverso piccole misure (basti pensare che anche la dotazione di 1000 euro di A3, colori, pastelli è per loro vitale), devo riconoscere che questa scuola è riuscita a manifestare una capacità di lavoro anche per l’integrazione dei diversamente abili che ha meritato il plauso, come hanno testimoniato i referti, di medici specialisti.
Per una scuola che non lasci indietro nessuno e che sviluppi, fin dai primi anni di vita, le capacità di apprendimento di tutti assicurando una crescita equilibrata dei bambini anche dal punto di vista affettivo e relazionale, è infatti indispensabile riconoscere il ruolo di primo piano della scuola per l’infanzia.
Oggi la partecipazione dei bambini alla scuola per l’infanzia, tra scuole statali, comunali, paritarie, è molto alta e supera il 97%, il 58% dei quali nelle scuole statali. Se consideriamo che la scuola dell’infanzia non è scuola obbligatoria, ci rendiamo facilmente conto di che cosa questa partecipazione significhi.
Essa é il segno di una diffusa consapevolezza delle famiglie dell’importanza della socializzazione dei bambini – tanto più acuta in una società dei “figli unici” – e dello sviluppo delle capacità espressive, motorie, cognitive anche prima dell’inizio della scuola di base. Ma è anche il segno di un forte bisogno delle famiglie, non più concentrato solo nelle aree urbane, di contesti affidabili e di qualità per la protezione e l’educazione dei figli, anche nei primi anni di vita. Dietro a tutto ciò ci sono anche le nuove famiglie sempre più prive delle reti familiari allargate di una volta, e la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Una scuola per l’infanzia di qualità, d’altro canto, è un efficace strumento per intervenire per tempo sulle disuguaglianze derivanti dalle condizioni sociali, economiche, culturali delle famiglie di origine. E anche per accertare il prima possibile gli eventuali deficit sensoriali e linguistico-comunicativi da cui molti bambini sono affetti e per intervenire in tempo.
Diverso, mi sento di dire, è stato l’intervento dell’Assessorato sulla Scuola elementare e sulla Scuola media. Il finanziamento del progetto Scuole Aperte, ottenuto anche grazie alla sinergia tra ente locale e scuole (elementare e media) ha consentito non solo la costruzione di un formo per la ceramica, ma anche l’istituzione di corsi di ceramica, teatro, informatica. Il risultato importante è emerso dalla grande richiesta che anche gli adulti hanno fatto, di partecipazione ad alcuni laboratori e che registrano i bisogni latenti e insoddisfatti di cui la nostra comunità risente.
Purtroppo per rigidità burocratiche Scuole Aperte non è stato rifinanziato, ma, come ci dirà la Dott.ssa Gabriella Giacon, la scuola ha saputo reagire presentando richiesta, accordata dal Ministero, di una serie di altri finanziamenti. E speriamo che venga accordato anche il finanziamento che è oggetto dell’Accordo di programma su cui il Consiglio è oggi chiamato a votare nel secondo punto all’ordine del giorno.
Nella scuola dell’obbligo abbiamo inoltre realizzato il progetto Sapori e Valori, finalizzato ad insegnare ai bambini alcuni semplici e fondamentali concetti per un corretto approccio al cibo e, allo stesso tempo, sensibilizzare i genitori ad attuare scelte alimentari corrette e consapevoli sia dal punto di vista nutrizionale, e quindi di prevenzione delle malattie, sia dal punto di vista sociale (ad es. l’uso di prodotti biologici, l’uso di prodotti con il minimo uso di involucri al fine di ridurre l’impatto ambientale, ecc.). Il progetto si è infatti concluso con due incontri tra una nutrizionista e i genitori, proprio per incentivare una corretta condotta alimentare.
Grazie al contributo dell’Amministrazione è stato poi effettuato un programma di educazione alla raccolta differenziata promossa attraverso giochi e il coinvolgimento diretto dei bambini, il che, come abbiamo avuto modo di riscontrare, ha avuto una forte eco all’interno delle famiglie.
La Scuola Media ha invece realizzato nel 2007-2008 un progetto di educazione alla Multiculturalità in collaborazione con il comune e l’Assessorato alla Pace della Provincia. Il cambio di direzione è stato inoltre un ulteriore spinta a innovare e progettare, introducendo nuove dinamiche anche all’interno di una delle scuole meno sostenute nazionalmente quanto a promozione e incentivazioni.
Quest’anno, grazie all’impegno della consigliera Nunzia Riccardi, - che mi ha fortemente coadiuvato, insieme al consigliere Montanaro, nel Comitato di gestione dell’asilo nido- abbiamo inoltre la possibilità di attrezzare il teatro della scuola con un proiettore e altre attrezzature, che non solo potranno ovviare all’assenza di un cinema sul territorio, ma offrire anche ai giovani la possibilità di familiarizzare con i nuovi mezzi di comunicazione.
Progetto Rai educational che ha scelto San Sebastiano come cittadina italiana per descrivere per la nostra nazione la condizione di convivenza con il rischio.
Sono lieta poi di registrare un ottimo spirito di collaborazione con l’Informagiovani che realizzerà nei prossimi mesi degli incontri finalizzati ad una migliore informazione nella scelta successiva alla scuola media inferiore e per l’orientamento universitario per i ragazzi del nostro liceo.
E veniamo dunque al Liceo, che merita un discorso a parte, in quanto non essendo competenza diretta del mio assessorato non è stato coinvolto direttamente in alcune progettualità (sebbene anche lì siano stati organizzati incontri per la differenziata), ma che ha visto la sigla di vari protocolli d’intesa con il Comune, di cui uno è approdato finalmente quest’anno a buon fine, per il finanziamento del Progetto Scuole Aperte. Una partecipazione sempre di primo piano, insieme alle altre scuole del territorio, alla Rassegna del verde e alle attività legate alla Festa della Legalità.
Va però segnalato che il Liceo in questi anni sta soffrendo di una crisi di diminuzione imputabile ad una politica non sempre sufficientemente disposta ad andare incontro alle istanze del territorio e non votata ad un lavoro sinergico con le altre istituzioni territoriali. Ciononostante ritengo che la qualità dell’Offerta formativa del Liceo non solo abbia un alto livello di competitività con le altre realtà affini vicine, ma possegga anche docenti di vera eccellenza che potenzialmente possono riportare questo liceo ai livelli più alti della formazione superiore. Credo che rispetto a questo punto le Istituzioni dovranno sforzarsi di approfondire e di lavorare alla costruzione del dialogo, talora assente, dialogo, che rappresenta l’unica via per trovare delle soluzioni che vadano a sostenere il benessere della scuola e della comunità tutta. Su questa aspetti ho invece registrato, con disagio, una difficoltà comunicativa, che spero nei prossimi mesi possa essere superata.
Mi sia ora consentito un elogio pubblico alla signora Teresa Cafarelli che da anni dirige il settore scuola e che ha portato i servizi delle nostre scuole a livelli altissimi. Mensa e trasporto, buoni-libro, ma anche l’Estate ragazzi –che negli ultimi due anni ho voluto anche aprire alle scuole materne- rappresentano il fiore in quanto ad efficienza dei servizi offerti dal nostro Comune. E qui il merito è tutto suo, io mi limito a segnalarlo. Voglio solo chiarire che il servizio mensa riguarda oltre 200 bambini e bambine, che i cibi sono biologici, che l’acqua nella più alta tutela del pubblico, è acqua della fontana, analizzata ogni mese, e, insieme al trasporto, si avvale dell’ottimo lavoro delle LSU. E qui ne approfitto per ringraziare tutto il personale ATA, statale, parastatale, i tecnici amministrativi, perché sono quelli che portano effettivamente avanti la scuola.
Un ultimo aspetto e cioè il tentativo di fissare lo sguardo sui problemi relativi alle abilità diverse e quindi la necessità di contribuire alla cultura dell’integrazione dei diversamente abili. Accanto all’ottimo servizio prestato dall’Assessorato alle politiche sociali, abbiamo voluto tentare un progetto di integrazione, facendo lavorare con una psicologa in classi miste normodotati e diversamente abili e i risultati sono stati importanti e soddisfacenti.
Vengo ora alla seconda parte della mia relazione, che riguarda le CRITICITA’.
Edilizia scolastica: Sebbene abbiamo ottenuto finanziamenti per circa 2 milioni di euro e sebbene l’intera amministrazione abbia mostrato la disponibilità politica di voler destinare buona parte dei fondi per le strutture alla scuola, in cofinanziamento con regione e stato, dopo due anni dall’approvazione, ancora non è stato aperto il primo cantiere. Questo ritardo non solo ritarda la messa in sicurezza e il miglioramento delle nostre strutture, ma indica anche una cattiva gestione dei nostri fondi. Su questo mi auguro che presto si porrà rimedio.
Il tempo pieno e il Tempo Prolungato nella scuola di base: Lo spacchettamento del monte-ore nella somma di attività diverse , determinato nella precedente legislatura, oltre a provocare rischi di privatizzazione familistica del curricolo, ha riproposto una divisione tra il tempo dell’ istruzione e il tempo dei servizi che la scuola italiana aveva superato da trent’anni, mortificando le prerogative e le responsabilità dell’autonomia scolastica e della comunità-scuola. Purtroppo la nostra amministrazione non è stata in grado di sopperire e affiancare la scuola nell’insufficienza delle risorse, negando al territorio un servizio essenziale.
Strutture pubbliche: pur avendo tentato una regolamentazione nell’uso delle strutture pubbliche afferenti alle scuole (Regolamento votato da questo consiglio) devo registrare una mancata attuazione, legata a difficoltà burocratica, che però di fatto fa venir meno quelle piccole risorse che potrebbero essere destinate al miglioramento di quelle stesse strutture.
Politiche di integrazione per diversamente abili: troppo poco è stato fatto dall’amministrazione per porre effettivamente rimedio a questa diseguaglianza materiale, e di questo non può andare fiera una comunità.
Politiche di integrazione per i figli di stranieri: riguardo a questo aspetto speriamo che vada a buon fine la richiesta di fondi PON presentata in coordinamento con l’Assessorato alla Pace della Provincia di Napoli e che porterebbe alla realizzazione di uno sportello di informazione e culturale per immigrati.
Spazi pubblici di studio: sebbene San Sebastiano sia una cittadina modello non riesce ancora ad offrire delle sale studio e di una biblioteca che metterebbe i ragazzi in condizione di accrescere le loro opportunità formative.
Vengo ora alla terza parte: le proposte per il futuro lavoro. Ho cercato di elaborare una proposta di regolamento del consiglio comunale dei ragazzi. Metterò agli atti la mia proposta così che tutti ne potranno prendere visione e chiederei ai responsabili presenti in sala per le varie scuole e di concertare da subito un appuntamento per lavorare al fine dell’attuazione di questo progetto.
C’è poi la necessità di lavorare ad un grande tema : lo spazio pubblico
Chiamo spazio pubblico quella dimensione culturale, fisica, sociale che viviamo quotidianamente, e dalla quale ne scaturiscono le annose questioni della nostra regione, prima ancora che della nostra provincia e del nostro territorio: ambiente, rifiuti, criminalità e che non sono altro che la privatizzazione di luoghi che dovremmo ritornare a vivere come i nostri.
Suonano un po’ stanche le parole di educazione ambientale, educazione alla legalità, credo che la scuola, nei prossimi anni dovrà dedicarsi a sottolineare non i nostri diritti, ma i nostri doveri di tutela verso noi stessi, verso gli altri. Il vittimismo, il senso di rassegnazione deve cedere il posto ad una cultura che insegni ai nostri giovani che ognuno di noi prima di avere i propri diritti, ha il dovere di essere membro di una comunità, e ha il dovere di rispettare la propria dignità di uomo.
E questo lo potremo fare solo in sinergia e attraverso obiettivi chiari. Ne lancio uno: i lavori che dovranno partire per ristrutturare i nostri edifici scolastici dovranno rispettare le nuove tecnologie ambientali e essere realizzate in tempi rapidi. Solo attraverso la cura dei luoghi che viviamo possiamo infatti trasmettere i valori del rispetto.
Ora ho davvero finito, ma prima di lasciare la parola ai colleghi vorrei però ringraziare tutti gli intervenuti, se mi saranno poste delle questioni cercherò di rispondere, ma quello che per me oggi rappresenta già un importante passo nella costruzione di una partecipazione e collaborazione attiva tra scuola e amministrazione è la presenza di una ricca e bella rappresentanza del mondo della scuola, in questa stanza che altrimenti sarebbe grigia. Docenti, dirigenti, alunni che rappresentano la vera ricchezza del nostro territorio e che oggi ringrazio per aver portato pazienza nell’ascoltare il mio intervento. Lasciatemi infine concludere chiedendo un attimo di silenzio e invitandovi a partecipare al prossimo consiglio comunale che si terrà presso l’Asilo Nido Comunale per ricordare due persone che sono appartenute a questa comunità e che ai bambini e le bambine si sono dedicate con grande passione. Nel 2008 si sono spente Mariarosaria Mendozza e Rita Allamprese a loro saranno intitolate due sale del nostro asilo.
Nei giorni scorsi è stato raggiunto l’accordo tra PDL, PD e IDV per innalzare lo sbarramento per le elezioni europee al 4%. Con una mossa liberticida, il PD e Di Pietro hanno ottenuto una concessione sulla modifica della soglia per entrare al Parlamento Europeo, in cambio di ammorbidimenti sulle altre manovre del Governo, come la recente astensione dei due partiti grazie alla quale è stata approvata al Senato la manovra sul Federalismo fiscale, minaccia evidente all’unità del Paese e all’universalità dei diritti.
Sottolineamo la responsabilità del PD e dell’IdV di quanto sta avvenendo, poiché il Governo non si sarebbe mai mosso da solo per compiere una modifica così importante ad una legge elettorale. L’obiettivo chiaro è infatti quello di cancellare anche dal Parlamento Europeo la sinistra, e primo fra tutti il Partito della Rifondazione Comunista, per rendere possibile un bipartitismo traballante e che non risponde alle esigenze e le richieste che provengono dalla società.
Riteniamo indispensabile opporci con decisione nei riguardi di una manovra che, provando a cancellare anche dall’Europa l’unico schieramento parititico in grado di rappresentare un’opposizione valida alle destre, rischia di diventare uno sbarramento sociale per tutte le lotte operaie e popolari.
Il Circolo del Partito della Rifondazione comunista di San Sebastiano unitamente all’Assessore Stefania Achella e al Consigliere Eugenio Giordano, ha assunto l’indicazione del Segretario nazionale Paolo Ferrero e del Partito tutto. L’Assessore Achella si associa, dunque, alla decisione di numerosi assessori nelle varie amministrazioni sul territorio nazionale di sospendere temporaneamente la propria partecipazione alle sedute della Giunta comunale.
Appello
PER LA RIFONDAZIONE COMUNISTA, NO! ALLA SCISSIONE
La drammaticità della crisi economica e la crudeltà della guerra dimostrano ancora una volta l’incapacità del capitalismo di dare un futuro all’umanità e confermano la necessità del comunismo come movimento reale che trasformi lo stato di cose presenti.
Un partito comunista rifondato che ricostruisca il suo radicamento sociale, che rilanci la sua funzione di critica puntuale e di alternativa alle politiche liberiste, all’organizzazione capitalistica della società, è quanto mai attuale!
Rifondazione Comunista, nonostante le sconfitte e gli errori di questi anni, può e deve svolgere, nel vivo dell’opposizione alle destre, un ruolo indispensabile per riaggregare un ampio movimento per l’alternativa, capace di parlare a milioni di persone oggi colpite dalla crisi e nei diritti basilari.
Ogni qual volta il nostro partito svolta a sinistra e respinge le sirene dell’omologazione, partono puntuali le accuse di residualità e di settarismo, le campagne mediatiche per isolarci, preparare nuove rotture e cancellare una presenza comunista nel nostro paese.
Con questo appello lanciato da circoli e militanti di base, invitiamo tutti i compagni e le compagne a respingere l’ipotesi di una nuova scissione, che - in nome “dell’unità a sinistra”- produrrebbe solo ulteriore divisione ed a verificare insieme, nel vivo dell’iniziativa sociale, la linea politica scaturita dall’ultimo Congresso Nazionale, attivando così una positiva dialettica tra tutte le posizioni che si confrontano nel partito.
Vogliamo far sentire la nostra voce e rilanciare, anche con questo appello, il ruolo centrale dei Circoli. Rinnoviamo per questo l’invito ad iscriversi al PRC ed a riprendere con tenacia il percorso della Rifondazione Comunista!
(appello assunto dall’Attivo Cittadino di Firenze e sostenuto dalla Segreteria provinciale tenutosi alla SMS Rifredi il 13 gennaio 09)
Invitiamo i circoli a far circolare e sottoscrivere questo appello, a prendere posizione!
Inviare adesioni al: noscissione.prc@gmail.com
Firenze 13 gennaio 09
Prime adesioni:
Circolo Gramsci di Rifredi
Circolo Lavoratori Fs Lavagnini
Circolo Gramsci di Campi Bisenzio
Circolo Coverciano “Terracini”
Circolo lavoratori Telecom
Circolo di Novoli
Circolo Fi est “Gracci”
Circolo Fi Lippi Ponte di Mezzo
Circolo Greve in Chianti
Circolo Fi 3 Falsini
Circolo Fi 1 Centro storico
Circoli di Scandicci
Circolo aziendale Università
Circolo Quartiere 4
di Gianluigi Pegolo
Il 21 gennaio del 1921 nasceva il PCdI, quello che sarebbe diventato poi il Partito Comunista Italiano. Una storia complessa, scandita dal passaggio difficilissimo della lotta clandestina contro il fascismo, dal ruolo decisivo assunto nella Resistenza, per giungere al governo unitario che diede vita alla Costituzione repubblicana, e in seguito - con l'avvio della guerra fredda - ad una collocazione di opposizione che, con l'intermezzo dell'esperienza del governo di unità nazionale, si protrasse fino alla fine degli anni '90.
In circa settant'anni il PCI divenne uno dei protagonisti indiscussi della vita politica e sociale italiana ed internazionale; contribuì in modo determinante a produrre un assetto costituzionale innovativo e più avanzato degli altri paesi occidentali; costruì un insieme poderoso di organizzazioni che dalla cooperazione, alle attività culturali, alle associazioni di categoria innervò il tessuto sociale del paese; sostenne un'esperienza sindacale - come quella della CGIL - che tanto incise nella storia del mondo del lavoro; gestì una rete di governi locali che nei momenti migliori produssero esperienze di eccellenza. Una storia non priva di contraddizioni, se è vero che, per esempio, l'esperienza del governo di unità nazionale dovette essere rapidamente accantonata o se è altrettanto vero che non sempre quel partito seppe relazionarsi con i mutamenti sociali e con l'emergere di nuovi movimenti, pur dimostrando rispetto ad altri partiti comunisti una capacità di comprensione certamente superiore. Quella storia si concluse con un'abiura. La svolta di Occhetto dell'89, in nome dell'innovazione, in realtà ne rinnegò l'ispirazione e la originalità.
Quello che è avvenuto dopo è noto: il nuovo partito – il PDS – via via assunse posizioni sempre più moderate approdando infine nel PD e, per converso, si produsse una nuova soggettività comunista, il Partito della Rifondazione Comunista. In questo 88° anniversario della nascita del PCI, il tema dell'attualità e del valore del riferimento al comunismo si ripropone in modo più stringente che negli anni scorsi. Il PRC è, infatti, travagliato da una minaccia di scissione che significativamente muove, come nell'89, da una pulsione al "nuovismo" e al superamento dell'esperienza comunista italiana. Anche oggi, come allora, chi vuole andare "oltre" lo fa in nome di un disegno politicista e moderato, per il quale un progetto di trasformazione radicale – come quello evocato dal comunismo – viene considerato impedimento alla ricerca del consenso. Anche oggi, come nell'89, però, quel disegno di omologazione appare debole e contraddittorio. Chi lo persegue si cimenta, infatti, in un'impresa che non solo è priva di uno spazio politico vero, ma che si distacca dalla materialità della condizione sociale del paese. Ciò vale, a maggior ragione, nel momento in cui la drammaticità della crisi imporrebbe soluzioni radicali per arginare i disastrosi effetti sociali. Una sinistra generica, soggetto collaterale al PD, che assuma come riferimento ambiguo la socialdemocrazia europea, che cerchi nella collocazione di governo il principale mezzo per il proprio accreditamento, può davvero offrire una risposta? E' assai improbabile. E' dalle cose, quindi, che viene la conferma di uno spazio politico per una opzione comunista. Ma non solo. La crisi di Rifondazione Comunista, con il disastro elettorale dell'Arcobaleno, precipita proprio nel momento in cui quel riferimento al comunismo viene meno. E' il segno che quella comunità e quel consenso si reggevano in misura rilevante su una cultura politica e un senso dell'appartenenza sedimentati negli anni. Ma c'è di più. È l'intera sinistra italiana che arretra a partire dall'89 e ciò dimostra l'essenzialità che ha avuto nel nostro paese il riferimento al comunismo, o meglio al comunismo italiano, perché ben sappiamo che l'esperienza dei partiti comunisti è stata molto differenziata. Quello che ha fatto grande il PCI è stata la capacità di leggere la società italiana e, conseguentemente, di offrire risposte adeguate. Il più grande partito comunista dell'occidente non è diventato così grande in virtù di un accidente della storia, ma perché ha colto i tratti fondamentali del paese, ha saputo costruire un blocco sociale partendo dal riconoscimento della complessità della articolazione della società, ha saputo connettere lotta sociale a utilizzo delle istituzioni e ha saputo produrre cultura. Quella esperienza è segnata dalla storia, ma non può dirsi per questo superata. In realtà, molte delle sue ispirazioni di fondo trovano conferme anche oggi. Esse andrebbero rilette e aggiornate, anziché rimosse, in assenza di riferimenti altrettanto validi. Per questo restiamo comunisti. Non per nostalgia, ma per realismo. Fonte: Dazebo ____________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Leggi questo articolo anche da questo link: http://www.sinistracomunista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=577:comunismo-italiano-attualita-e-valori-ma-nel-prc-minacce-di-scissione-&catid=37:partito&Itemid=150 Leggi sinistracomunista*: www.sinistracomunista.it
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